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Un fiume tra storia e leggenda
By Camillo Galante Webmaster CastellammareOnline.com Jan 24, 2002
IL CRIMISO -- Due fiumi, il Caldo ed il Freddo, l'uno originantesi dal monte Busecchio dietro Calatafimi,
l'altro dalla gola di Sorice dietro Alcamo, si uniscono a formarne uno solo nella contrada detta di Mangiaferro
ad otto chilometri circa da Castellammare del Golfo. Gli Elimi, forse discendenti da antichi profughi Troiani, e fondatori di Segesta, in memoria dei due più famosi fiumi che scorrevano nei pressi dell'antica Ilio dettero loro nome Scamandro al Caldo,
Simoenta al Freddo. Il tratto risultante dall'unione dei due fu chiamato Crimiso. I Greci lo chiamarono Krimisòs, i latini Crimisus, Crimissus, Cremisus, Crinisus. Il significato del nome è stato variamente interpretato facendolo risalire ora al nome del padre di Aceste, fondatore di Segesta, ora al nome dell'antico fiume della Troade, ora al nome della patria di origine , Crimisa, da cui originavano gli Elimi presunti fondatori di Segesta ecc.
E' leggenda bella e suggestiva che il re di Troia Laomedonte fa uccidere per odio un nobile troiano, Finodomante, le tre figlie allora fuggono da Troia ed approdano al Crimiso. Il Crimiso (fiume, serpente tentatore, cane) si innamora di Egesta una delle tre fanciulle e per avere le sue carezze assume l'aspetto di un bellissimo cane. Da tante carezze tra il cane e la fanciulla nasce Aceste fondatore di Egesta o Segesta. Nel 339 o 340 A.C. si combattè sulle sponde del Crimiso una battaglia cruenta e decisiva per i destini della Sicilia pre romana, la battaglia del "Crimiso",tra Cartaginesi al comando di generali
dai nomi famosi nella storia successiva, quali Amilcare e Asdrubale, e Timoleonte o Timoleone capo di Siracusa accorso in difesa dei Sicelioti, le popolazioni siculo-greche.
Gli storici dicono che Timoleonte scese dalle alture ad assalire i Cartaginesi che si apprestavano ad attraversare il fiume, il quale rosseggiò di sangue per il gran numero di cadaveri galleggianti, e quando altri Cartaginesi giungero a rinforzo dei primi, un terribile temporale favorì la vittoria di Timoleonte
facendo gonfiare il fiume e portando migliaia di cadaveri verso il mare. Pochi anni dopo un altro capo Siracusano Agàtocle di ritorno da una audace ma disastrosa spedizione contro Cartagine sbarcò sulla costa occidentale dell'isola e mise a ferro e fuoco Segesta, annegando
nel Crimiso i migliori tra i Segestani. Implacabile fù la vendetta ad opera di Mènone che ridotto schiavo a Siracusa avvelenò
(sottile perfidia, con uno stuzzicadenti avvelenato!), il dittatore.
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